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Archivio mensile:ottobre 2013

Berlusconi ha una condanna passata in giudicato, quindi o la sconta o indulto. Ricattando tutti (di far cadere il governo) induce ai parlamentari desiderosi di mantenere la poltrona in parlamento di evitare passi falsi. Mi ricorda un po il film di Totò il turco napoletano quando l’On Cocchetelli cercando i voti di don Pasquale non dice che si presenta a casa sua non con la moglie ma con l’amante e quando Felice (Totò) lo scopre e ricatta L’onorevole di svelare tutto Coccetelli che fa? dice Mi sacrifico per il bene della patria, non dico il tuo segreto e tu non dire il mio che non venendo eletto l’Italia ne perderà. Che faccia di bronzo, ma Totò ci vedeva bene già sessanta anni fa.

L’amnistia estingue sia il reato, sia la pena, cosicché il certificato penale dell’imputato rimane immacolato. È prevista nel nostro ordinamento giuridico dall’art. 151 del codice penale e consiste nella rinuncia, da parte dello Stato, a perseguire il reato. Si tratta di un provvedimento di clemenza ispirato, almeno originariamente, all’indulgentia principis, ma con il passare del tempo e delle circostanze, essere di fatto utilizzato per opportunità politica e pacificazione sociale, ma a volte diventa strumento di sfoltimento delle cause pendenti e delle carceri (ancor più a snaturare, un istituto nel suo essere originario). Secondo il codice penale italiano del 1930, (art. 151) è tra le cause di estinzione del reato e impedisce la valutazione penale del fatto previsto dalla legge quale reato: essa quindi prevale su ogni altra causa di estinzione.Si distingue l’amnistia propria, concessa prima della condanna, in tal caso il giudice non può operare con una cognitio e di conseguenza accertare il reato; e l’amnistia impropria che, sopravvenuta alla condanna, estingue la pena.

Il fatto che lo Stato puntualmente ogni anno emani atti di questo genere non deve confonderci, non lo fa per indulgenza, ma per scopi si correzioni ad hoc a fallimentare o inesistenti politiche in tema sicurezza e carceri. Lo Stato rinuncia alla pena che serve per educare cittadini bisognosi di recupero sociale solo perché non vuole investire in carceri nuovi, aprire quelli già esistenti ed aumentare il personale carcerario che tra l’altro darebbe anche lavoro. Ma l’Europa monetaria e non sociale non ci consente questa autonomia.

Fra sette anni ci ritroveremo con lo stesso problema, anche perché nessuno assume chi ha fedine penali immacolate figuriamoci ex galeotti. Apatie italiane alla possibile perdita di potere che da tenere il sedere inchiodato ad una poltrona.

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Secondo Keynes ci sono due tipi di banche che ricordo nel nostro ordinamento giuridico sono degli enti di diritto pubblico, una è quella di tipo “guardaroba” è un secondo tipo che possiamo definire “holding finanziaria”. La banca guardaroba funziona pressapoco così: chi risparmia può decidere di non conservare i propri soldi sotto la mattonella e metterli in una banca che naturalmente si fa pagare per questo tipo di servizio, quindi ogni anno che passa ritroveremo depositato in banca il nostro ammontare meno il costo del servizio. Nel secondo tipo di banca invece le ce cambiano. In pratica quando si fa un deposito in realtà a pagarci è la stessa banca, con un tasso d’interesse che può variare a seconda delle modalità del deposito che può essere vincolato, di un certo rilievo e via dicendo. Ebbene dopo un anno non ritroveremo solo la somma depositata ma anche un di più che va sotto il nome di tasso d’interesse che in pratica è il costo che la banca ci riconosce per avergli dato i nostri soldi in prestito. Si in prestito, perché in questo secondo tipo di banca i soldi depositati, immaginiamo 10000 € si aggiunge un tasso d’interesse a favore del depositante immaginiamo del 0.1%. che verrà riconosciuto solo dopo che la baca ha prestato quei 10000 € a qualcuno a un tasso di interesse di 1,25-1,75 se non del 2%. Morale della favola e come se voi conservate 100 € nelle mani di vostro fratello, lui vi dice non me lo chiedere entro un mese, lo ripresta q qualcuno facendosi dare una percentuale d’interesse. e dopo un mese vi riconosce una minima parte di quell’interesse che ha guadagnato. In pratica le banche attuali si comportano tutte come le banche del secondo tipo. Oggi giorno non esiste più la Banca d’Italia come ente di diritto pubblico (che di fatto non lo è mai stato) autonoma, ma esiste la banca centrale europea (Bce) che dal fondo monetario internazionale si fa dire quanta moneta deve girare. Ora stampando moneta si genera debito e de quindi a sfavore della Bce stampare soldi. L’italia che non ha molte ricchezze richiede sempre soldi perché è stratta dal vinco di bilancio che detto fra noi è una follia e dal fatto che ha pochi biglietti a disposizione perché le persone possano avviare consumi. Le banche quindi non sono agevolate nel dare mutui, inoltre il lavoro è sempre più precario e quindi non offre garanzie alle banche e inoltre comportandosi come holding non sono sospinte dal desiderio di prestare se non a un certo guadagno. I lavoratori con il loro lavoro finanziano chi va contro i loro interessi. Il fondo monetario internazionale insieme alla Bce stanno uccidendo un’intera generazione di giovani, quelli nati tra il 1980 al 1995, quindici anni dove se sei nato in quel lasso di tempo devi o avere un potentato alle spalle o vedere se la dea bendata ti ha baciato. Altro che onestà e moralismi vari, qua si tratta di sopravvivenza.  

Non sono mai stato un euroscettico, ma ultimamente mi sono venuti molti dubbi sulla reale bontà delle politiche europee. Dunque partiamo da un concetto base, i soldi sono carta e non riserva di valore come questo sistema liberal-capitalista vuole farci credere. I soldi sono o meglio dovrebbero essere un aiuto al commercio e non un vincolo di partenza all’apertura di attività commerciali. I soldi non sono altro che buoni che dimostrano l’esistenza di un credito, quindi si sono d’accordo con chi ritiene che stampando alla buona e meglio soldi in realtà genera debito, ma credo pure che senza investimenti niente potrà mai riprendere le sorti dell’Italia.

Ricordo che proprio durante la crisi economica americana seguita al tracollo di wall street la ripresa avvenne con un massiccio intervento pubblico statale nell’economia e ricordo che il debito pubblico americano in quegli anni era altissimo, ma si decise comunque di stampare più moneta, come per prendere una rincorsa arretrando nell’affondare un pochino di più nel debito per partire a razzo creando il circolo economico immettendo moneta in circolazione favorendo i consumi e quindi sconfissero in questo modo la recessione, modificando man mano i punti dell’inflazione, che non è diretta conseguenza dell’innalzamento dei valori monetari in circolazione.

Altro esempio che si può fare legato al fatto che con un intervento statale nell’economia genera ripresa economica è dato dalla ripresa economica italiana negli anni sessanta con una politica Keynesiana nella quale lo stato controllava gran parte della produzione attraverso proprie società, come eni, autostrade, poste, acquedotti ecc.

Il risultato che alcuni media, al soldo di partiti liberisti (schiavisti) vogliono farci credere e che la spesa pubblica sia un danno, non è vero, pagando le tasse o non pagandole in questo sistema liberista di Berlusconi prima e Monti dopo non abbiamo risolto il problema delle troppe tasse, perche immaginate di vivere in un condominio è da pazzi pensare di tagliare la spesa comune della luce del palazzo e l’ascensore con la scusa di dire chi ha i soldi il servizio se lo fa da se, compra una torcia, farebbe ridere eppure è ciò che stanno facendo ai nostri servizi pubblici essenziali come sanità, scuola, trasporti, acqua e tantissimi altri, lasciando di fatto che una privatizzazione selvaggia vada ad invadere il sistema non migliorando affatto il servizio ma a costo maggiorato. Quindi ritengo che più che privatizzare lo stato dovrebbe curare meglio le proprie risorse per i cittadini (beni comuni) ed evitare sprechi con una buona amministrazione e ottimizzare i vari ambiti. Licenziando o non assumere lavoratori pubblici è da pazzi, anzi si dovrebbe pensare ad assumere gran parte dei lavoratori a spese dello stato, così avendo soldi le persone riattiverebbero i consumi e la fiducia nei mercati. E’ impensabile che il privato da solo mantenga tutta la forza lavoro.

L’Europa con la sua politica di rigore e di pareggio di bilancio ci sta condannando al baratro. E’ come un bar che non può comprare la merce da vendere, è come fa a portare la sua attività avanti se è un po indietro nei pagamenti?

Noi stiamo subendo i vincoli Europei. Siamo in presenza di un’Europa costruita solo sulla moneta.

Non è successo che chi non aveva diritti ed è entrato in Europa ha aumentato i diritti, ma è successo l’opposto:  cioè chi aveva i diritti, li ha sacrificati in nome della delocalizzazioni e la delocalizzazione è servita a un processo di questa natura. 

E quando dentro l’Europa tu favorisci le delocalizzazioni perché non paghi le tasse o perché ricevi fondi pubblici, stai mettendo in moto una politica che si basa sulla guerra e sulla competizione tra le persone e tra i diritti. 

Noi abbiamo bisogno di un’Europa con la E maiuscola, di un’Europa sociale, di un’Europa dei diritti, e non di una Europa legata alla BCE, fondo monetario internazionale, dell’austerity e delle lobby.

No all’Europa a queste condizioni, si a investimenti (pubblici) per riprenderci tutti.