Spesa pubblica, è veramente un danno?

Non sono mai stato un euroscettico, ma ultimamente mi sono venuti molti dubbi sulla reale bontà delle politiche europee. Dunque partiamo da un concetto base, i soldi sono carta e non riserva di valore come questo sistema liberal-capitalista vuole farci credere. I soldi sono o meglio dovrebbero essere un aiuto al commercio e non un vincolo di partenza all’apertura di attività commerciali. I soldi non sono altro che buoni che dimostrano l’esistenza di un credito, quindi si sono d’accordo con chi ritiene che stampando alla buona e meglio soldi in realtà genera debito, ma credo pure che senza investimenti niente potrà mai riprendere le sorti dell’Italia.

Ricordo che proprio durante la crisi economica americana seguita al tracollo di wall street la ripresa avvenne con un massiccio intervento pubblico statale nell’economia e ricordo che il debito pubblico americano in quegli anni era altissimo, ma si decise comunque di stampare più moneta, come per prendere una rincorsa arretrando nell’affondare un pochino di più nel debito per partire a razzo creando il circolo economico immettendo moneta in circolazione favorendo i consumi e quindi sconfissero in questo modo la recessione, modificando man mano i punti dell’inflazione, che non è diretta conseguenza dell’innalzamento dei valori monetari in circolazione.

Altro esempio che si può fare legato al fatto che con un intervento statale nell’economia genera ripresa economica è dato dalla ripresa economica italiana negli anni sessanta con una politica Keynesiana nella quale lo stato controllava gran parte della produzione attraverso proprie società, come eni, autostrade, poste, acquedotti ecc.

Il risultato che alcuni media, al soldo di partiti liberisti (schiavisti) vogliono farci credere e che la spesa pubblica sia un danno, non è vero, pagando le tasse o non pagandole in questo sistema liberista di Berlusconi prima e Monti dopo non abbiamo risolto il problema delle troppe tasse, perche immaginate di vivere in un condominio è da pazzi pensare di tagliare la spesa comune della luce del palazzo e l’ascensore con la scusa di dire chi ha i soldi il servizio se lo fa da se, compra una torcia, farebbe ridere eppure è ciò che stanno facendo ai nostri servizi pubblici essenziali come sanità, scuola, trasporti, acqua e tantissimi altri, lasciando di fatto che una privatizzazione selvaggia vada ad invadere il sistema non migliorando affatto il servizio ma a costo maggiorato. Quindi ritengo che più che privatizzare lo stato dovrebbe curare meglio le proprie risorse per i cittadini (beni comuni) ed evitare sprechi con una buona amministrazione e ottimizzare i vari ambiti. Licenziando o non assumere lavoratori pubblici è da pazzi, anzi si dovrebbe pensare ad assumere gran parte dei lavoratori a spese dello stato, così avendo soldi le persone riattiverebbero i consumi e la fiducia nei mercati. E’ impensabile che il privato da solo mantenga tutta la forza lavoro.

L’Europa con la sua politica di rigore e di pareggio di bilancio ci sta condannando al baratro. E’ come un bar che non può comprare la merce da vendere, è come fa a portare la sua attività avanti se è un po indietro nei pagamenti?

Noi stiamo subendo i vincoli Europei. Siamo in presenza di un’Europa costruita solo sulla moneta.

Non è successo che chi non aveva diritti ed è entrato in Europa ha aumentato i diritti, ma è successo l’opposto:  cioè chi aveva i diritti, li ha sacrificati in nome della delocalizzazioni e la delocalizzazione è servita a un processo di questa natura. 

E quando dentro l’Europa tu favorisci le delocalizzazioni perché non paghi le tasse o perché ricevi fondi pubblici, stai mettendo in moto una politica che si basa sulla guerra e sulla competizione tra le persone e tra i diritti. 

Noi abbiamo bisogno di un’Europa con la E maiuscola, di un’Europa sociale, di un’Europa dei diritti, e non di una Europa legata alla BCE, fondo monetario internazionale, dell’austerity e delle lobby.

No all’Europa a queste condizioni, si a investimenti (pubblici) per riprenderci tutti.

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