Amnistia e indulto, il salva Berlusconi creato ad hoc

Berlusconi ha una condanna passata in giudicato, quindi o la sconta o indulto. Ricattando tutti (di far cadere il governo) induce ai parlamentari desiderosi di mantenere la poltrona in parlamento di evitare passi falsi. Mi ricorda un po il film di Totò il turco napoletano quando l’On Cocchetelli cercando i voti di don Pasquale non dice che si presenta a casa sua non con la moglie ma con l’amante e quando Felice (Totò) lo scopre e ricatta L’onorevole di svelare tutto Coccetelli che fa? dice Mi sacrifico per il bene della patria, non dico il tuo segreto e tu non dire il mio che non venendo eletto l’Italia ne perderà. Che faccia di bronzo, ma Totò ci vedeva bene già sessanta anni fa.

L’amnistia estingue sia il reato, sia la pena, cosicché il certificato penale dell’imputato rimane immacolato. È prevista nel nostro ordinamento giuridico dall’art. 151 del codice penale e consiste nella rinuncia, da parte dello Stato, a perseguire il reato. Si tratta di un provvedimento di clemenza ispirato, almeno originariamente, all’indulgentia principis, ma con il passare del tempo e delle circostanze, essere di fatto utilizzato per opportunità politica e pacificazione sociale, ma a volte diventa strumento di sfoltimento delle cause pendenti e delle carceri (ancor più a snaturare, un istituto nel suo essere originario). Secondo il codice penale italiano del 1930, (art. 151) è tra le cause di estinzione del reato e impedisce la valutazione penale del fatto previsto dalla legge quale reato: essa quindi prevale su ogni altra causa di estinzione.Si distingue l’amnistia propria, concessa prima della condanna, in tal caso il giudice non può operare con una cognitio e di conseguenza accertare il reato; e l’amnistia impropria che, sopravvenuta alla condanna, estingue la pena.

Il fatto che lo Stato puntualmente ogni anno emani atti di questo genere non deve confonderci, non lo fa per indulgenza, ma per scopi si correzioni ad hoc a fallimentare o inesistenti politiche in tema sicurezza e carceri. Lo Stato rinuncia alla pena che serve per educare cittadini bisognosi di recupero sociale solo perché non vuole investire in carceri nuovi, aprire quelli già esistenti ed aumentare il personale carcerario che tra l’altro darebbe anche lavoro. Ma l’Europa monetaria e non sociale non ci consente questa autonomia.

Fra sette anni ci ritroveremo con lo stesso problema, anche perché nessuno assume chi ha fedine penali immacolate figuriamoci ex galeotti. Apatie italiane alla possibile perdita di potere che da tenere il sedere inchiodato ad una poltrona.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: