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Archivio mensile:novembre 2013

Nel sistema capitalista ci sono tre rapporti di forza nell’ambito lavorativo, e la nostra società è basata sul sistema lavorativo impostato su un sistema liberal-capitalista dove fanno il bello ed il cattivo tempo le banche che creano denaro con un click e lo eliminano con un click.

La proprietà della moneta non è del popolo, ma dei privati proprietari delle maggiori banche internazionali. Il denaro siccome è una riserva di valore chi stampa denaro non lo fa con una corrispondenza delle materie prime, ma in base al rapporto di forza nel dar e riprendere doppio. Alle banche non interessa stampare denaro in grosse quantità, perché e come se stampasse debito. Se un pescatore pesca pesci, ed un contadino raccoglie mele potrebbero le due cose scambiarsi 1 a 1. Ed invece no, sono intervenite le banche che con la scusa di facilitare lo scambio hanno stampato biglietti credito che servivano solo allo scambio. Ma avere quei biglietti è più flessibile, si può non solo comprare lo scambio, ma decidere quale scambio fare. Ecco il valore della liquidità. Spendere quando voglio io e per cosa. Ma questa comodità la paghiamo, è il caso di dirlo, a caro prezzo.

In pratica le banche, come già detto, non stampano denaro a caso, perché altrimenti e come se stampassero debito, (alla fine mele e pesce le potremmo voler per forza dalle banche) allora aspettano che siamo noi a chiedergli denaro. Come? Quando accettiamo un sistema capitalistico che prevede di far diventare qualcuno ad una persona solo se ha una base economica (capitale) che anticipando dovrà attivare la produzione e da essa ricavarne lo stesso capitale avanzato più un di più, il guadagno. Ma chi non ha il capitale? Lo chiede alle banche, è le banche in cambio di un lavoro di “tipografia” richiedono dopo lo stesso valore di quella carta (astratta) più un tasso di interesse, che non è il valore dei soldi in se, ma lo schiavismo e le catene che il lavoratore imprenditore anche) devono ridare, indebitandosi una seconda volta ed una terza sempre alle banche.

Se le cose vanno bene per l’imprenditore che succede? Che rimetterà i suoi soldi (quantificazione del lavoro) nelle banche che ri presterà a tassi altissimi, cosa che può generare buchi finanziari, vedi Banca dei paschi di Siena e a rimetterci non sono le banche (responsabili dei nostri risparmi) ma noi che non riavremo i nostri soldi messi nelle banche.

Anche il fatto che ogni lavoratore deve essere per forza munito del conto corrente e dev’essere pagato in astratto, con numeri elettronici, ora già la banca per formare i soldi si fa pagare, poi per trasformali in carta liquida si fa pagare una tassa di prelievo (voluta da Mario Monti). Se tutti i detentori di C/c volessero i loro risparmi semplicemente non li avrebbero tutti, perché astrattamente ci sono i numeri nei computer, ma non i biglietti di carta disponibile.

Il FMI e BCE sono la causa dei mali dell’Italia e dei paesi come, Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda ed altri tipo Argentina, Bolivia, Perù, Panama, Sierra Leone ecc…

Sveglia, svegliamoci, incominciamo a dire NO, incominciamo a ribellarci, studiate il sistema bancario e le finanze, incominciamo a capire che la conoscenza ci rende liberi, non votate PD, NCD, FI e il centro, sono schiavi dell’Ue ed in particolare del FMI e BCE.

Non paghiamo più nessuno!

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Salve ragazzi, in questo periodo sono molto impegnato perché possa dedicarmi a scrivere articoli, ma in occasione dello scandalo del Monte dei Paschi di Siena, di qualche mesetto fa, anzi ormai quasi un anno e del periodo non roseo per l’economia, non potevo non farvi sapere come stanno le cose sulle banche.

J.M. Keynes ci illustrò il sistema bancario con una semplicità sorprendente, come solo i grandi e profondi conoscitori dell’argomento sanno fare.

La banca oggi giorno funziona così, in pratica i risparmi delle persone depositate in essa non vengono effettivamente “depositati”, ma immediatamente dopo essere stati depositati, la banca provvede subito a prestare i soldi (non suoi).

Per ogni deposito la banca ci riconosce un minimo di interesse, mentre con in nostri soldi presta ad altri (sempre a noi) ad interessi altissimi, ma senza che ci siano delle garanzie che possano assicurare che i nostri soldi (a nostra insaputa) vengano restituiti.

Se per caso si viene a creare un buco finanziario a perdere siamo noi e non loro, mi chiedo a questo punto a cosa possa servire questa malsana abitudine ed ora obbligo del conto corrente. Serve e monitorarci.

Stiamo attenti!

Le banche creano e prestano denaro ad interessi altissimi. Tutti noi li prendiamo (i soldi) dopo aver lavorato per ore e ore senza riconoscimenti e diritti per metterli da parte, ma dove, dove? In banca che all’occorrenza ci presta per un più alto tasso d’interesse. Non possiamo ridarceli e nasce il debito pubblico, chiediamo altra moneta cartacea che viene creata e il tasso di interesse generale aumenta aumentando la necessità dei governi vittima delle banche ad innalzare tasse per ricavarne un gettito non ridistribuito.

Magari le tante tasse che paghiamo venissero distribuite per opere, servizi e politiche giovanili.

Più che banche guardaroba queste sono banche Holding, creano denaro che noi chiediamo e per ridarcelo indietro diventiamo vittime del sistema.

Un tabù è stato sfatato, finalmente!

Ieri 20 novembre 2013, nella trasmissione di Paragone, Ferrero parlando di ripresa si riferisce chiaramente alla necessità di rivedere la nostra adesione a questa UE strozzina e truffaldina e rivedere in quanto a politiche restrittive e di austerity imposte dall’UE. Espansione Keynesina celata anche in una presa d’atto da parte di liberisti d’hoc come Formigoni ed un imprenditore che ammettevano che da solo il privato non può mantenere attiva domanda aggregata, lavoro per permettere l’assorbimento della produzione e livelli di progresso sociale.

La politica mondiale monetaria portata avanti dal FMI e BCE si riflette in maniera devastante su milioni di persone nel mondo, in particolare Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Albania, Slovenia, Romania, Irlanda e Bulgaria. Ma solo per citare solo alcune delle nazioni ormai solo nazioni sulla carta geografica, nell’ottocento ci fu un fenomeno conosciuto come imperialismo un vero e proprio sfruttamento di altri popoli. Oggi ciò viene nascosto da multi nazionali al soldo di grosse lobby mondiali che fanno il bello ed il cattivo tempo, C’è chi genera soldi e produzione, in pratica ci mettono in mano dieci monete per cento persone e cinquanta pezzi di pane, sparse non in maniera ottimale (per altro) e ci dicono fatevi da soli! Io non ci sto, ne ora ne mai. Il sistema social-liberal-capitalista è fallito! Come nel 29, come negli anno settanta eliminando l’oncia d’oro e nel  2008.

Si parlava di ripresa nel 2010, poi 2011, poi 2012, poi seconda metà del 2013 ed ora sento dire non nel 2014 ma forse nel 2015! Ma non è che forse bisogna tornare a politiche di investimento pubblico come nel New Deal o come nel caso del miracolo economico italiano (e nel mondo)? Direi proprio che la risposta sta nella seconda mia affermazione.

Il denaro non deve ne essere astratto ne credito di valore ne riserva di valore. Il denaro non deve avere prezzo, il denaro non deve avere mercato, ne deve essere lo scopo ultimo dell’attività produttiva, ne l’attività produttiva dev’essere il solo fine dello scopo di vivere dell’umanità, il progresso deve passare anche dalla produzione, ma non solo. Cultura, arte, benessere (non economico), scoperte e tante altre cose sono poste allo sgabello del “capitalismo monetario. DMD’ dove D’ sarà maggiore di D, dev’essere, secondo questa logica economica la nostra ragione di vita, no, è sbagliato! Chi produce lo deve fare per altri scopi. Poi va rivalutato il concetto di lavoro. Non dev’essere più il moderno schiavismo!

Ma innanzi tutto partiamo col dire che qualche potere forte a livello internazionale non vuole che l’Italia si riprenda. Detto ciò dico che in Italia ci sono al potere persone tecnocrate con veste di politici che fanno gli interessi di poteri forti che sono al soldo di lobby internazionali e in particolare alla Germania. Ma cosa ci vorrebbe per riprenderci?

FMI, BCE, banche varie e socio-capital-liberismo non funziona! L’UE non funziona, perché non è una unione di popoli europei basati su valori umani, sociali e di commercio. E’ una unione solo economica fatta per creare un sistema di strozzinaggio ai danni di nazioni più povere nella quale i referenti in questi paesi dei poteri forti internazionali sacrificano le loro genti per tecnicismi europei senza scopo per il benessere di tutti. Tipo il pareggio di bilancio o il fiscal compact.

Senza investimenti pubblici non c’è ripresa.

Innanzi tutto bisogna capire e prendere atto del fatto che l’UE così come è stata strutturata non va bene. Bisogna che il tutto venga preso in considerazione per un’eventuale uscita da questa entità sovranazionale e semmai a regole nuove, più eque per tutti quegli stati che non possono competere con nazioni forti. Uno Stato come l’italia non può avere l’euro ma la sua moneta, svalutarla e produrre tutto a basso costo ed aggredire il mercato con ciò che può fare. Basso costo di produzione. Invece oggi non è possibile.Lo stato deve trovare scuse di lavoro non scuse per ridurre personale, se il privato a far ciò è giustificato (licenzia perchè è capitalista) lo Stato dev’essere “Socialista” cioè sociale! Non deve dismettere i suoi bene ed investire sue risorse (moneta e altro) nell’assumere persone a lavorare e avendo un reddito far riattivare il circolo economico che ora per causa di politiche usuraie dell’europa non permettono a una serie di generazione di non aver diritto a realizzarsi.

Sono un Mazziniano, credo nell’Europa unita, ma non in una Europa di serie A e di serie B. Viva l’Italia!

Questo mio articolo è una pesantissima accusa al sistema capitalista che governa il nostro sistema societario.
Ormai il capitalismo ha mostrato tutta la sua limitata portata di progresso, anzi direi ha mostrato il potenziale di regresso a cui esso può portare. Diciamocela tutta, oggi giorno nessuno più chiama lavoratori a lavorare. Ne lo Stato ne i privati. Allora? Beh secondo alcuni tutti dovremmo, se capaci, diventare imprenditori, imprenditori di servizi in Italia visto che la globalizzazione ha distrutto l’attività produttiva di una volta. Non esiste più il Made in Italy.
Ma la cosa più triste è che nella visione contorta capitalistica praticamente puoi e sei qualcosa solo se hai un capitale che anticipato può avviare un attività. Se non si dispone di questa cifra? Beh ci si deve accontentare di fare lo schiavo per qualche d’uno che il capitale c’è lo aveva e che da noi guadagnerà riconoscendoci il minimo indispensabile per vivere. La beffa è che non ci si può ribellare perché vi è chi farà tale lavoro per meno soldi e più tempo lavorativo.
Ormai siamo alla ricerca di qualche capitalista che compri il nostro tempo per più spiccioli, spiccioli che non ci serviranno nemmeno per vivere. La flessibilità sul lavoro invece di dar fiducia al capitalista di assumere, gli ha i effetti conferito un potere enorme per poter dettar legge a discapito di chi si ritrova a dover per forza accettare soprusi e violenze. La dignità umana si misura in base a quanto si può dare e si riesce a far guadagnare il datore di lavoro, efficienza significa s personificassi e diventare un numero. Dipendente schiavo!

Ma non solo nei problemi seri, sia chiaro, mi sembra che in ogni cosa che si dica, vi è sempre la contro risposta sballata ovvia è che annulla la tua idea, a volte mi è capitato di cambiare idea più volte con la stessa persona, ebbene non ci crederete ma il risultato non cambiava, allora da qui ho capito che più che condividere le nostre idee molte volte siamo portati a contraddire senza un reale motivo e come se fossimo spinti da una voglia innata di rissa nella quale si cerca di annullare, delegittimare e perché no anche far passare per demente chi sostiene una idea. Ma l’idea può riguardare tanto lo sport, la scuola, la cultura come la politica, economia, scienze o persino religioni, vi è una totale mancanza di rispetto. Da questo ho capito che le mie idee da ora in avanti le terrò solo per me, sinceramente non mi va di passare ogni volta per la persona che la pensa diversamente, certo non mi uniformerò al modo di pensare altrui se non rispecchia il mio modo d’essere, ma farò un po’ orecchie da mercante. Ho capito cosa va avanti, l’ipocrisia e il non essere sinceri, ecco, ebbene io non ci riesco ad esserlo e poi ripeto, non trovo giusto svendere la propria personalità, il proprio modo d’essere, quindi peserò bene le mie parole, le mie opinioni, nemmeno se mi verrano pagate, ma le offrirò a chi si apre al confronto e rispetto innanzi tutto, a prescindere dalle convinzioni, idee e certezze. Il dubbio, come dice De Crescenzo è una cosa che ci porta a pensare. Ebbene molte persone sicure di se dovrebbero mettere in serio dubbio ciò!