Al programma “La gabbia” finalmente si è parlato di lavoro fisso è investimenti pubblici

Un tabù è stato sfatato, finalmente!

Ieri 20 novembre 2013, nella trasmissione di Paragone, Ferrero parlando di ripresa si riferisce chiaramente alla necessità di rivedere la nostra adesione a questa UE strozzina e truffaldina e rivedere in quanto a politiche restrittive e di austerity imposte dall’UE. Espansione Keynesina celata anche in una presa d’atto da parte di liberisti d’hoc come Formigoni ed un imprenditore che ammettevano che da solo il privato non può mantenere attiva domanda aggregata, lavoro per permettere l’assorbimento della produzione e livelli di progresso sociale.

La politica mondiale monetaria portata avanti dal FMI e BCE si riflette in maniera devastante su milioni di persone nel mondo, in particolare Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Albania, Slovenia, Romania, Irlanda e Bulgaria. Ma solo per citare solo alcune delle nazioni ormai solo nazioni sulla carta geografica, nell’ottocento ci fu un fenomeno conosciuto come imperialismo un vero e proprio sfruttamento di altri popoli. Oggi ciò viene nascosto da multi nazionali al soldo di grosse lobby mondiali che fanno il bello ed il cattivo tempo, C’è chi genera soldi e produzione, in pratica ci mettono in mano dieci monete per cento persone e cinquanta pezzi di pane, sparse non in maniera ottimale (per altro) e ci dicono fatevi da soli! Io non ci sto, ne ora ne mai. Il sistema social-liberal-capitalista è fallito! Come nel 29, come negli anno settanta eliminando l’oncia d’oro e nel  2008.

Si parlava di ripresa nel 2010, poi 2011, poi 2012, poi seconda metà del 2013 ed ora sento dire non nel 2014 ma forse nel 2015! Ma non è che forse bisogna tornare a politiche di investimento pubblico come nel New Deal o come nel caso del miracolo economico italiano (e nel mondo)? Direi proprio che la risposta sta nella seconda mia affermazione.

Il denaro non deve ne essere astratto ne credito di valore ne riserva di valore. Il denaro non deve avere prezzo, il denaro non deve avere mercato, ne deve essere lo scopo ultimo dell’attività produttiva, ne l’attività produttiva dev’essere il solo fine dello scopo di vivere dell’umanità, il progresso deve passare anche dalla produzione, ma non solo. Cultura, arte, benessere (non economico), scoperte e tante altre cose sono poste allo sgabello del “capitalismo monetario. DMD’ dove D’ sarà maggiore di D, dev’essere, secondo questa logica economica la nostra ragione di vita, no, è sbagliato! Chi produce lo deve fare per altri scopi. Poi va rivalutato il concetto di lavoro. Non dev’essere più il moderno schiavismo!

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