Salve ragazzi, in questo periodo sono molto impegnato perché possa dedicarmi a scrivere articoli, ma in occasione dello scandalo del Monte dei Paschi di Siena, di qualche mesetto fa, anzi ormai quasi un anno e del periodo non roseo per l’economia, non potevo non farvi sapere come stanno le cose sulle banche.

J.M. Keynes ci illustrò il sistema bancario con una semplicità sorprendente, come solo i grandi e profondi conoscitori dell’argomento sanno fare.

La banca oggi giorno funziona così, in pratica i risparmi delle persone depositate in essa non vengono effettivamente “depositati”, ma immediatamente dopo essere stati depositati, la banca provvede subito a prestare i soldi (non suoi).

Per ogni deposito la banca ci riconosce un minimo di interesse, mentre con in nostri soldi presta ad altri (sempre a noi) ad interessi altissimi, ma senza che ci siano delle garanzie che possano assicurare che i nostri soldi (a nostra insaputa) vengano restituiti.

Se per caso si viene a creare un buco finanziario a perdere siamo noi e non loro, mi chiedo a questo punto a cosa possa servire questa malsana abitudine ed ora obbligo del conto corrente. Serve e monitorarci.

Stiamo attenti!

Le banche creano e prestano denaro ad interessi altissimi. Tutti noi li prendiamo (i soldi) dopo aver lavorato per ore e ore senza riconoscimenti e diritti per metterli da parte, ma dove, dove? In banca che all’occorrenza ci presta per un più alto tasso d’interesse. Non possiamo ridarceli e nasce il debito pubblico, chiediamo altra moneta cartacea che viene creata e il tasso di interesse generale aumenta aumentando la necessità dei governi vittima delle banche ad innalzare tasse per ricavarne un gettito non ridistribuito.

Magari le tante tasse che paghiamo venissero distribuite per opere, servizi e politiche giovanili.

Più che banche guardaroba queste sono banche Holding, creano denaro che noi chiediamo e per ridarcelo indietro diventiamo vittime del sistema.

Un tabù è stato sfatato, finalmente!

Ieri 20 novembre 2013, nella trasmissione di Paragone, Ferrero parlando di ripresa si riferisce chiaramente alla necessità di rivedere la nostra adesione a questa UE strozzina e truffaldina e rivedere in quanto a politiche restrittive e di austerity imposte dall’UE. Espansione Keynesina celata anche in una presa d’atto da parte di liberisti d’hoc come Formigoni ed un imprenditore che ammettevano che da solo il privato non può mantenere attiva domanda aggregata, lavoro per permettere l’assorbimento della produzione e livelli di progresso sociale.

La politica mondiale monetaria portata avanti dal FMI e BCE si riflette in maniera devastante su milioni di persone nel mondo, in particolare Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Albania, Slovenia, Romania, Irlanda e Bulgaria. Ma solo per citare solo alcune delle nazioni ormai solo nazioni sulla carta geografica, nell’ottocento ci fu un fenomeno conosciuto come imperialismo un vero e proprio sfruttamento di altri popoli. Oggi ciò viene nascosto da multi nazionali al soldo di grosse lobby mondiali che fanno il bello ed il cattivo tempo, C’è chi genera soldi e produzione, in pratica ci mettono in mano dieci monete per cento persone e cinquanta pezzi di pane, sparse non in maniera ottimale (per altro) e ci dicono fatevi da soli! Io non ci sto, ne ora ne mai. Il sistema social-liberal-capitalista è fallito! Come nel 29, come negli anno settanta eliminando l’oncia d’oro e nel  2008.

Si parlava di ripresa nel 2010, poi 2011, poi 2012, poi seconda metà del 2013 ed ora sento dire non nel 2014 ma forse nel 2015! Ma non è che forse bisogna tornare a politiche di investimento pubblico come nel New Deal o come nel caso del miracolo economico italiano (e nel mondo)? Direi proprio che la risposta sta nella seconda mia affermazione.

Il denaro non deve ne essere astratto ne credito di valore ne riserva di valore. Il denaro non deve avere prezzo, il denaro non deve avere mercato, ne deve essere lo scopo ultimo dell’attività produttiva, ne l’attività produttiva dev’essere il solo fine dello scopo di vivere dell’umanità, il progresso deve passare anche dalla produzione, ma non solo. Cultura, arte, benessere (non economico), scoperte e tante altre cose sono poste allo sgabello del “capitalismo monetario. DMD’ dove D’ sarà maggiore di D, dev’essere, secondo questa logica economica la nostra ragione di vita, no, è sbagliato! Chi produce lo deve fare per altri scopi. Poi va rivalutato il concetto di lavoro. Non dev’essere più il moderno schiavismo!

Ma innanzi tutto partiamo col dire che qualche potere forte a livello internazionale non vuole che l’Italia si riprenda. Detto ciò dico che in Italia ci sono al potere persone tecnocrate con veste di politici che fanno gli interessi di poteri forti che sono al soldo di lobby internazionali e in particolare alla Germania. Ma cosa ci vorrebbe per riprenderci?

FMI, BCE, banche varie e socio-capital-liberismo non funziona! L’UE non funziona, perché non è una unione di popoli europei basati su valori umani, sociali e di commercio. E’ una unione solo economica fatta per creare un sistema di strozzinaggio ai danni di nazioni più povere nella quale i referenti in questi paesi dei poteri forti internazionali sacrificano le loro genti per tecnicismi europei senza scopo per il benessere di tutti. Tipo il pareggio di bilancio o il fiscal compact.

Senza investimenti pubblici non c’è ripresa.

Innanzi tutto bisogna capire e prendere atto del fatto che l’UE così come è stata strutturata non va bene. Bisogna che il tutto venga preso in considerazione per un’eventuale uscita da questa entità sovranazionale e semmai a regole nuove, più eque per tutti quegli stati che non possono competere con nazioni forti. Uno Stato come l’italia non può avere l’euro ma la sua moneta, svalutarla e produrre tutto a basso costo ed aggredire il mercato con ciò che può fare. Basso costo di produzione. Invece oggi non è possibile.Lo stato deve trovare scuse di lavoro non scuse per ridurre personale, se il privato a far ciò è giustificato (licenzia perchè è capitalista) lo Stato dev’essere “Socialista” cioè sociale! Non deve dismettere i suoi bene ed investire sue risorse (moneta e altro) nell’assumere persone a lavorare e avendo un reddito far riattivare il circolo economico che ora per causa di politiche usuraie dell’europa non permettono a una serie di generazione di non aver diritto a realizzarsi.

Sono un Mazziniano, credo nell’Europa unita, ma non in una Europa di serie A e di serie B. Viva l’Italia!

Questo mio articolo è una pesantissima accusa al sistema capitalista che governa il nostro sistema societario.
Ormai il capitalismo ha mostrato tutta la sua limitata portata di progresso, anzi direi ha mostrato il potenziale di regresso a cui esso può portare. Diciamocela tutta, oggi giorno nessuno più chiama lavoratori a lavorare. Ne lo Stato ne i privati. Allora? Beh secondo alcuni tutti dovremmo, se capaci, diventare imprenditori, imprenditori di servizi in Italia visto che la globalizzazione ha distrutto l’attività produttiva di una volta. Non esiste più il Made in Italy.
Ma la cosa più triste è che nella visione contorta capitalistica praticamente puoi e sei qualcosa solo se hai un capitale che anticipato può avviare un attività. Se non si dispone di questa cifra? Beh ci si deve accontentare di fare lo schiavo per qualche d’uno che il capitale c’è lo aveva e che da noi guadagnerà riconoscendoci il minimo indispensabile per vivere. La beffa è che non ci si può ribellare perché vi è chi farà tale lavoro per meno soldi e più tempo lavorativo.
Ormai siamo alla ricerca di qualche capitalista che compri il nostro tempo per più spiccioli, spiccioli che non ci serviranno nemmeno per vivere. La flessibilità sul lavoro invece di dar fiducia al capitalista di assumere, gli ha i effetti conferito un potere enorme per poter dettar legge a discapito di chi si ritrova a dover per forza accettare soprusi e violenze. La dignità umana si misura in base a quanto si può dare e si riesce a far guadagnare il datore di lavoro, efficienza significa s personificassi e diventare un numero. Dipendente schiavo!

Ma non solo nei problemi seri, sia chiaro, mi sembra che in ogni cosa che si dica, vi è sempre la contro risposta sballata ovvia è che annulla la tua idea, a volte mi è capitato di cambiare idea più volte con la stessa persona, ebbene non ci crederete ma il risultato non cambiava, allora da qui ho capito che più che condividere le nostre idee molte volte siamo portati a contraddire senza un reale motivo e come se fossimo spinti da una voglia innata di rissa nella quale si cerca di annullare, delegittimare e perché no anche far passare per demente chi sostiene una idea. Ma l’idea può riguardare tanto lo sport, la scuola, la cultura come la politica, economia, scienze o persino religioni, vi è una totale mancanza di rispetto. Da questo ho capito che le mie idee da ora in avanti le terrò solo per me, sinceramente non mi va di passare ogni volta per la persona che la pensa diversamente, certo non mi uniformerò al modo di pensare altrui se non rispecchia il mio modo d’essere, ma farò un po’ orecchie da mercante. Ho capito cosa va avanti, l’ipocrisia e il non essere sinceri, ecco, ebbene io non ci riesco ad esserlo e poi ripeto, non trovo giusto svendere la propria personalità, il proprio modo d’essere, quindi peserò bene le mie parole, le mie opinioni, nemmeno se mi verrano pagate, ma le offrirò a chi si apre al confronto e rispetto innanzi tutto, a prescindere dalle convinzioni, idee e certezze. Il dubbio, come dice De Crescenzo è una cosa che ci porta a pensare. Ebbene molte persone sicure di se dovrebbero mettere in serio dubbio ciò!

Dopo un po’ di tempo eccomi.
Non mi sento di buon umore in questi ultimi giorni, devo dire che sono molto deluso un po’ da tutti e da tutto. Mi spiace che la mia generazione sia caduta così in basso da non vedere altro che al consumismo, ormai non si fa altro che dar appagamento ai propri bisogni (da tossicodipendenti del consumismo) di carattere edonistici. Questo ci ha trasformato in animali, egoisti e senza scrupoli, privi di morale e disposti a tutto pur di raggiungere il proprio scopo. Lo scopo che maggiormente attira oggi è il danaro che è potere, come diceva Adler. Ormai non ci commuoviamo più per le cose serie, l’amore non è vero amore, ma solo possibilità di avere un rapporto stabile nella migliore delle ipotesi, se non ci si trova bene subito si divorzia, bei tempi quando le cose rotte si cercava di aggiustarle, ormai siamo entrati in un laccio che ci stringe sempre più il collo. Siamo tutti diventati persone che ormai non discernono più cos’è il bene e cos’è il male. Tutti pronti a sfornare ricette di vita, quando poi la loro fa schifo. Tutti subito pronti a condannare e giudicare. In questi anni ho visto tante ingiustizie e diseguaglianze. Io non sono nessuno, quel poco che ho me lo sono super sudato e la cosa triste e che molto probabilmente non ci sarà riconosciuto niente. Ormai va avanti l’utilitarismo più oggettivo possibile. Per quanto mi riguarda credo di poter affermare con assoluta certezza che noi essere umani ci stiamo sempre più portante all’autodistruzione. Altro che progresso, ma secondo voi è progresso una società che ancora non assicura una casa a tutti? Cioè o lavori o muori di fame? Ma Queste cose dovrebbero essere garantite a tutti, extra sistema economico (che detto fra noi è una fregatura colossale). Come è possibile, anche solo concettualmente, accettare che milioni di persone muoiono di fame mentre ci sono persone che da sole potrebbero comprare uno stato africano intero!?!? Come è possibile rimanere impassibili dinanzi a tutto ciò? Il sistema sociale attuale basato su un capitalismo mascherato da liberismo più acuto ed infame com’è che lo accettiamo adeguandoci senza batter ciglio? Come è possibile che in Italia tutto è gestito in “malaffare” ? Com’è che accettiamo che ormai non possiamo più farci una famiglia? Altro che Italia in decrescita demografica, questi vogliono la nostra estinzione che prima avveniva con le guerre e genocidi ma oggi per controllare la popolazione ci inducono a non fare figli, a preferirne pochi la dove possiamo per avere più risorse economiche da destinare al nostro essere egoisti. Svegliatevi! La vita non è questa che ci impone la nostra attuale società che siamo costretti a subire, altro che libertà!